domenica, 05 luglio 2009

C'è del nuovo nel Web: chi non è già con noi... è invitato!

 

Chiunque può iscriversi al sito e partecipare alla nostra mission con i contributi personali che ritiene interessanti!

Gradiremo tanto la vostra collaborazione per realizzare insieme un Samizdat on line!

postato da AnnaV alle ore luglio 05, 2009 08:49 | link | commenti
categorie: samizdatonline, sol
domenica, 05 luglio 2009

Non voglio uno che mi possieda ma uno cui appartenga e che mi appartenga

"Non voglio uno che mi possieda ma uno cui appartenga e che mi appartenga"

Questa la splendida frase, spunto di riflessione, che il prete ha regalato a G e M durante l'omelia della Messa Nuziale. Loro due si guardavano e non so fino a che punto abbiano sentito e capito, ma è la frase che una mamma può custodire per ridonarla ai due al momento opportuno. Ora comincia la loro avventura e tutto è consegnato alla loro libertà sostenuta dalla grazia che Dio riversa sugli sposi a piene mani.  E il compito delle mamme e dei papà è il compito più semplice e più gravoso: la preghiera.

Più semplice perché su tratta di mendicare all'Onnipotente ciò che Lui fa volentieri, sostenere una nuova coppia di sposi che ha voluto insieme per riprodurre l'immagine e somiglianza con Lui; più gravosa perché il figlio e la figlia hanno il diritto alla piena libertà di essere sé stessi fino in fondo, senza interferenze estranee, nemmeno dei genitori.

Aggiungo il graditissimo e commovente regalo di nozze per i due sposi che mi hanno fatto gli amici di SOL proprio il giorno dell'inizio della rinnovata avventura internettiana con la nuova veste del sito:

Oggi sposi

La famiglia è il test della libertà, perché è l'unica cosa che l'uomo libero fa da sé e per sé.
Gilbert Keith Chesterton

Dedicato a due giovani sposini

Questa splendida giornata – per Giò e la sua famiglia – apre le porte ad una nuova sfida ed avventura: che si possa riconoscere l’artefice di questa unione, che il “per sempre” sia pieno di intensità ogni giorno pensando a Chi ci ha fatto.
Cara
Anna Vercors, cara mamma, grazie per aver “seminato” e testimoniato quotidianamente quel che anche il cuore dei tuoi figli desidera. 

Gli amici di SOL

Antico sposalizio selargino

Antico Sposalizio Selargino

Rappresenta l'evento culturale più importante. La celebrazione dell'antico rito si ripete da quarantacinque anni. Il rito è caratterizzato dall'incatenamento degli sposi, vestiti in costume tradizionale, con "sa cadena de sa coja", al termine della cerimonia religiosa celebrata in sardo campidanese nella parrocchia dell'Assunta a Selargius (CA).

Dicono che il matrimonio è una catena, sì ma una dolce catena di felicità.

************************************************

Ringrazio di cuore degli auguri e delle preghiere tutti gli amici che mi sono stati vicini in questo giorno così importante per me. 

postato da AnnaV alle ore luglio 05, 2009 06:48 | link | commenti (2)
categorie: matrimonio, samizdatonline, sol
venerdì, 03 luglio 2009

Ci siamo!

Ci siamo!

Il gran giorno è arrivato!

Domani 4 luglio 2009 Giò e la sua sposa convoleranno a Nozze!

Sono davvero contenta che mi abbia chiesto di leggere la preghiera dei fedeli alla quale aggiungerò anche quella mia e di mio marito:

Signore, sostieni, guida, accompagna G e M  nella vita che hai pensato per loro.

La tua fedele Presenza, riconosciuta ed amata, offra la forza, la pazienza, il coraggio e la tenerezza nel riscoprire ogni giorno l’altro come dono del Tuo amore. E, solo per la Tua Gloria, siano una cosa sola dentro la tua Chiesa per non sottrarsi mai al compimento di quest’opera buona che Tu hai iniziato, regalandoli l’uno all’altra. 

Per questo preghiamo
                                                             

Come sapete ho voluto fargli, oltre agli altri, il dono più prezioso e chiedo a chi sa e può una preghiera per la felicità di questi due sposi!

                     

postato da AnnaV alle ore luglio 03, 2009 08:15 | link | commenti (15)
categorie: matrimonio, cristianesimo
giovedì, 02 luglio 2009

P. Aldo: consegna delle pagelle in pizzeria

LA CONSEGNA DELLE PAGELLE AI MIEI BAMBINI

 Cari amici,

e’ sempre più vero per me che le circostanze sono positive.
Siamo in pizzeria per festeggiare le pagelle del primo trimestre dei miei bambini.
Già vi ho scritto a suo tempo chi sono, da dove vengono e le violenze subite: da quelle sessuali, a quelle fisiche, a quelle psicologiche.
Tutto e’ iniziato il febbraio 2008. Non vi dico in che condizioni sono arrivati: erano come le “scimmie” da una parte e dall’altro marcati dalla violenza. Dopo alcuni mesi erano passati da 0 a 1 nella pagella. Un piccolo segno che erano passati da “nessuno a qualcuno”.
Per me è stato un miracolo che ancora oggi mi stupisce, pensando alla mia vita in cui per passare da 0 a 1 ci sono voluti anni e anni e solo dopo l’abbraccio del Gius.
Perché il vero dramma della vita è passare dal sentirsi “nessuno” a sentirsi “qualcuno” cioè uno che vale.
E oggi chi ti aiuta in questo?
Personalmente vedo in Carròn e in chi lo segue questa possibilità.
Giugno 2008 - Giugno 2009: è passato un anno. Si consegnano le pagelle. Che sorpresa: tutti sono passati da uno a cinque con qualche 2, 3, 4. Qui il massimo voto è 5.
Lascio a voi immaginare la festa.

Pizzeria: la festa dell’autostima. Il papà (P. Aldo) e mamma Cristina festeggiati dai loro figli.
Noi volevamo festeggiare loro per l’accaduto e succede il contrario. Capisco e mi commuovo: è riaccaduto per loro quell’abbraccio di vent’anni fa in via Martinengo, per me, quando il Gius mi accolse dicendomi, unico nella mia vita: (poi sarà P. Alberto) “ti porterò in vacanza con me”. Mi fece compagnia. Ed è tutto quello che vivo e faccio.
I miei bambini, vittime di tanto odio, guardateli come sono felici e orgogliosi……Ma perché si sentono carne della mia carne e di Cristina.
Loro si sentono appartenere e questo uomo, a questa donna, di cui non capiscono come possono essere i loro papà e mamma.
E’ il miracolo della virginità per cui un prete e una donna diventano il modo con cui Dio manifesta la sua Paternità e Maternità.
Amici sono contenti i miei bambini. Quanti bacini per la pagella.
Ma c’è una gioia ancora più grande.  Una di queste bimbe, violenta dal “papà”, dopo un anno è passata da 0 a 1.
Per lei, una festa speciale.
Adesso sorride, cerca i miei bacini, mi guarda con una tenerezza di figlia. Quanto sofferto è una cosa lontana. Si, perché cerco di comunicare loro che loro non sono il frutto del passato, ma di una certezza che mi definisce: “Io sono Tu che mi fai”. Nelle casette di Betlemme non ci sono psicologi (non perché non siano utili…per carità….)ma è chiarissima questa certezza “Io son ora Tu che mi fai”. E qui sta il miracolo.
In fondo aveva ragione Pavese: “qualunque violenza nasce dalla mancanza di tenerezza”.
E con Luglio siamo al secondo quadrimestre.
Pregate perché questa certezza dell’Io sono Tu che mi fai cresca sempre di più.                                                                                               

                                                                                                 P. Aldo 


postato da AnnaV alle ore luglio 02, 2009 18:32 | link | commenti
categorie: cristianesimo, aldo trento
giovedì, 02 luglio 2009

Ma... le leggi non le fa il Parlamento?

In Due minuti per la vita leggo l'articolo che segue in calce e resto basita.

Ho sempre pensato che in uno stato di diritto come il nostro la Costituzione sia sacrosanta. E che in Italia, secondo quanto dice la costituzione, il potere si esercitasse attraverso tre realtà:

Il potere legislativo, cioè il potere di fare le leggi, che appartiene al parlamento (deputati  e senatori);

Il potere esecutivo, cioè il potere di far eseguire le leggi, che appartiene al Governo;

Il potere giudiziario, cioè il potere di punire chi trasgredisce le leggi, che appartiene alla magistratura.

Tra questi poteri deve esserci collaborazione e nessuno di questi poteri può invadere il campo che spetta all'altro.

Stavolta pare che una legge fatta dal parlamento  e in vigore sia stata modificata dalla sentenza di un tribunale.

Di questo passo qualsiasi legge fatta dal parlamento può essere vanificata  dalla sentenza di un tribunale.
 A mio avviso la situazione è grave e certamente i padri fondatori della nostra Repubblica e della Costituzione della repubblica italiana non avevano in mente questa confusione tra i poteri.

Quando la situazione è difficile occorre stare ben stretti  a ciò che è consolidato come valido, cioè la nostra Costituzione, che regolava anche le modalità per modificarla: cioè attraverso il parlamento e  a certe condizioni. Non certo da un tribunale.

Ma ecco l'articolo:

Eugenetica alla bolognese
Un’ordinanza ignora la legge 40 e apre alla selezione degli embrioni
© IL FOGLIO – mercoledì 2 luglio – Editoriale – pagina 3

L’ordinanza del Tribunale di Bologna – che consente a una coppia senza alcun problema di sterilità (visto che ha già due figli) di accedere alla procreazione medicalmente assistita per selezionare embrioni indenni dalla distrofia di Duchenne – non è soltanto l’ennesima spallata giudiziaria alla legge 40.

E’ la dimostrazione che la lettera di quella legge può essere tranquillamente ignorata. Il provvedimento bolognese non trova infatti nessuna giustificazione giuridica. Nemmeno la sentenza dello scorso marzo, con cui la Corte costituzionale aveva rimesso in discussione alcuni paletti della legge, ha infatti cancellato l’obbligo di riservare le tecniche di procreazione artificiale esclusivamente alle coppie sterili.

“Il ricorso alla procreazione medicalmente assistita è consentito qualora non vi siano altri metodi terapeutici efficaci per rimuovere le cause di sterilità o infertilità”: questo il testo della legge, inequivocabile. L’ordinanza di Bologna finge che non sia così, si inventa il diritto di scegliere l’embrione “sano” e stabilisce addirittura quanti embrioni produrre: “Un numero minimo di sei”, anche qui clamorosamente in contrasto con la lettera della legge, che prevede un massimo di tre.

Si sceglie la strada della normativa fai-da-te, si cambiano tutte le carte in tavola e si azzera la logica stessa di una normativa lungamente discussa, votata a larga maggioranza parlamentare e uscita indenne da un referendum abrogativo.

Il provvedimento del Tribunale di Bologna, sollecitato da una coppia fiorentina che si era vista negare – giustamente – le pratiche di fecondazione da un centro della loro città, vale per il singolo caso, ma è comunque devastante dal punto di vista del precedente.

Tecniche comunque problematiche, come sono quelle che modificano la generazione naturale, sono ammesse dal nostro ordinamento per superare gravi problemi di infertilità. Non per introdurre pratiche eugenetiche palesi, dando la possibilità di eliminare come materiale scadente gli embrioni “malati”, dopo averli fabbricati in provetta.
                

leggi anche QUIQUI

postato da AnnaV alle ore luglio 02, 2009 18:01 | link | commenti (2)
categorie: fecondazione artificiale, eugenetica, legge 40
giovedì, 02 luglio 2009

..... NOVITA' in SOL : PREPARATI, ANCORA POCHI GIORNI ....

Honduras: sicuri si tratti di un colpo di stato ?

C’è chi crede che, con la morte di Augusto Pinochet e la prossima scomparsa di Fidel Castro, l’era dei dittatori sarà estinta in America Latina. È Una speranza folle. Quello che è in via di terminare è l’era dei dittatori nazionali, che preannunciano l’evento della dittatura continentale. Non stiamo vedendo la fine della tirannia latino-americana, bensì il suo upgrade. Olavo de Carvalho

Zelaya è un uomo del Foro di Sao Paulo. Ha tentato di fare quello che Chavez ha fatto un Venezuela. Ossia, il suo mandato scadeva il prossimo anno e non poteva essere rieletto, secondo la Costituzione. Allora ha indetto il solito referendum popolare per cambiare la Costituzione e poter avere un altro mandato. La Corte Suprema dell'Honduras ha riconosciuto illegale questo referendum, così come tutte le altre Alte cariche dello Stato, come il Congresso e i vertici militari. Ma Zelaya - dietro cui c'è Chavez attenzione! - non ne ha voluto sapere e il referendum è stato indetto ugualmente. A quel punto, anche con la minaccia di Chavez di invadere militarmente l'Honduras, i militari honduregni sono intervenuti, come loro dovere. Infatti, dopo l'intervento della Corte Suprema il generale Romeo Vasquez Velasquez, Comandante supremo dell'esercito, ha negato l'appoggio dei militari al referendum. Per tutta risposta Zelaya lo ha destituito.
Poiché  la Suprema Corte ha riconosciuto come illegale tale destituzione, è stata dapprima attaccata da Zelaya, poi quest'ultimo ha dovuto confermare Velasquez di nuovo nel suo incarico. Solo che Zelaya ha insistito sul referendum e ha guidato una protesta contro la decisione della Suprema Corte e i militari. Alla fine i militari sono intervenuti per fermare Zelaya.

Posso essere d'accordo con l'intervento dei militari. Non credo che tecnicamente sia un "golpe". E' Zelaya che, in piena osservanza alla strategia di presa di potere dei comunisti in AL (cfr. Chavez), stava cambiando la Costituzione per rinforzare la sua posizione e rimanere al potere: una volta preso non lo mollano facilmente. I militari hanno difeso la Costituzione, tra l'altro senza sparare un solo colpo.
La "prova del nove" della bontà dell'intervento è la reazione scomposta e isterica di Chavez che, con la delicatezza e la grazia che contraddistingue il personaggio, ha chiamato gli honduregni "gorilla trogloditi" minacciandoli di una invasione militare.
Beh, se c'è un gorilla trogolodita in America Latina si trova appunto a Caracas, lui che è arrivato al potere con due veri colpi di Stato, con una scia interminabile di morti, con ripetuti referendum per eternizzare il suo potere, più volte respinti fino a quando, con evidenti e certificati brogli, c'è riuscito, amico e finanziatore di Cuba, in perenni relazioni con Ahmadinejad e Russia, succube del Foro de Sao Paulo, finanziato dalle FARC etc. L'Honduras si è voluto risparmiare questa storia, intervenendo subito e con decisione, con i militari che hanno obbedito al mandato costituzionale di ristabilire l'ordine e salvare la libertà del paese, obbedendo quindi al potere civile, a differenza di Zelaya che prende ordini dal Foro. Dunque, a dispetto di quello che viene scritto sui giornali, l'intervento dei militari è stato perfettamente legale.
Altra prova del nove della bontà di questa azione è la condanna unanime del "mondo libero", a cominciare da B. Hussein Obama: in altri tempi gli USA avrebbero dato tutto l'appoggio a chi si opponeva all'inflitrazione comunista in America Latina ... C'é da augurarsi che l'Honduras resista alle pressioni "internazionali".

Tempo fa avevo riportato una intervista a Alejandro Pena Esclusa che era sembrata forse un po' troppo ottimista sul fatto che il Foro stava dando segni di cedimento. I colpi militari inferti da Uribe alle FARC, la sempre più crescente consapevolezza di cosa sia il Foro, il caso Honduras e, bellissima notizia di queste ore, la perdita della maggioranza parlamentare della coppia Kirchner in Argentina, in effetti aprono a qualche speranza. Bisogna però vigilare, questa metastasi dell'intelligenza che è la mentalità rivoluzionaria - di cui il comunismo è una delle forme tumorali più aggressive - ha una capacità di trasformazione diabolica. Uso l'aggettivo nel senso vero del termine.

Contro l'imbecillità collettiva  socio di  SamizdatOnLine

Articoli sull'argomento:
Non c’è stato “colpo di Stato” in Honduras di
Graça Salgueiro
Colpo di stato o risveglio della coscienza? - Oggi siamo seri
Honduras, la verità nascosta  - Quid est veritas?  (2)
No existe golpe de estado en Honduras - Hazteoir

postato da AnnaV alle ore luglio 02, 2009 07:10 | link | commenti (4)
categorie: honduras
mercoledì, 01 luglio 2009

Pelanda: la manovra è debole. Ecco come migliorarla

La lettura critica sui provvedimenti governativi  è giusto che ci sia, ma deve essere intelligente e costruttiva.

Ecco perché propongo il seguente articolo tratto da Il Sussidiario a proposito della manovra anti-crisi:

L’azione anticrisi del governo è nella giusta direzione, ma insufficiente. L’economia italiana deve compensare la caduta delle esportazioni dovuta alla caduta della domanda globale e l’unico modo per riuscirci è quello di aumentare la crescita del mercato interno.
Il metodo migliore è quello della stimolazione fiscale, cioè tagliare le tasse sia nelle busta paga dei lavoratori sia alle imprese per dare impulso a consumi e investimenti. In combinazione con programmi di nuove infrastrutture che mettano in moto il volano del mercato delle costruzioni, tipicamente sistemico. Se a questo si aggiunge una politica monetaria a basso costo del denaro (in atto) e un sistema sano del credito (in guarigione) la crescita arriva. Il governo adotta questa giusta teoria anticrisi, ma con numeri irrisori e qualche svarione da correggere.
La detassazione degli utili d’impresa reinvestiti è una misura selettiva e contingente che serve ad aumentare gli investimenti senza ricorrere a un taglio generalizzato delle tasse. Non è granché, perché nelle crisi l’utile è poco, ma vista la priorità di contenere il debito tenendo alto il gettito è accettabile. Tuttavia è troppo restrittiva. La detassazione scatta solo per comprare macchinari. Il governo prevede di generare almeno 20 miliardi di affari in tal modo. Poco e incerto. Dovrebbe metterci dentro capannoni, servizi di ricerca, auto, camion, spese di investimento per l’internazionalizzazione, ecc., per produrre un qualche effetto.
Inoltre gli va ricordato che lo stimolo fiscale serve oggi e non domani per uscire dal picco di recessione. Domani servirà ben altro, per inciso. Restando sullo spirito dell’oggi, desta perplessità l’impegno del governo ad accelerare i pagamenti che la Pubblica Amministrazione deve alle imprese. Sono decine di miliardi, in ritardo di mesi se non di anni. Una direttiva europea dice che lo Stato o Ente locale deve pagare entro un mese. I soldi a bilancio per tali spese sono già stati messi in posta. Quindi dovrebbe pagare punto e basta. Invece dice che pagherà. Questa vicenda è un mistero.
E c’è qualcosa di losco. Le imprese scontano in banca e/o presso società di “factoring” le fatture fatte allo Stato per ottenere liquidità. Il pagamento finale è certo, le banche non rischiano niente. Ma le imprese devono pagare in questa operazione un tot consistente a detrazione del dovuto. Il ritardo dello Stato, in violazione della legge, ingrassa banche e affini e toglie in forma di tassa nascosta denaro alle imprese proprio nel momento in cui ne hanno più bisogno. Qualcuno deve indagare.
Ma almeno sull’emergenza disoccupazione il governo ha fatto qualcosa di incisivo? Prevede incentivi alle imprese affinché non licenzino - e va bene vista l’emergenza licenziamenti ora nascosta dalla cassa integrazione, ma a termine - ma le quantità non appaiono sufficienti. Qui c’è anche un problema di teoria. L’impresa assume o tiene gli occupati se ha lavoro. Quindi sarebbe molto più efficace detassare di più e in modo generale le imprese che non licenziano piuttosto che cercare minimi incentivi selettivi. Tuttavia la misura governativa sarà meglio valutabile quando saranno disponibili i dettagli.
Sorprendente, invece, che non vi sia alcun cenno sulla detassazione delle buste paga dei lavoratori. Chi, allora, dovrebbe tirare la domanda interna? I progetti infrastrutturali, invece, comincino ad essere sbloccati e ciò farà bene alla crescita. In conclusione l’azione anticrisi appare solo in timido avvio, migliorabile anche considerando l’assoluta priorità di contenimento del debito pubblico. Sui giornali bisogna premere per azioni più incisive.

www.carlopelanda.com

Leggi anche:

Ecco la bozza del Decreto anti-crisi

postato da AnnaV alle ore luglio 01, 2009 08:22 | link | commenti
categorie: politica, economia
martedì, 30 giugno 2009

Decreto anti-crisi, voce per voce

Dal sito di Maurizio Lupi:

Dalla detassazione al 50% degli utili reinvestiti dalle aziende in macchinari a bonus per le imprese che non licenziano, da un nuovo rinvio per la ‘class action’ allo slittamento dell’esecuzione degli sfratti, dall’aumento dei rimborsi per i piccoli obbligazionisti e azionisti Alitalia a costi del gas ridotti per le imprese.

E ancora, dalla stretta agli stipendi delle società pubbliche alla velocizzazione dei pagamenti della P.A., dall’annullamento delle clausole di massimo scoperto alla stretta delle compensazioni Iva. Sono queste, ma anche molte altre, le novità varate dal governo con il ‘decretone d’estate’ approvato dal Consiglio dei ministri.

Detassazione utili. Arriva la detassazione al 50% degli utili reinvestiti dalle aziende in macchinari e apparecchiature fino al 30 giugno 2010.

Bonus anti-licenziamento. Incentivi alle imprese che decidono di non licenziare in tempi di crisi. Per favorire la conservazione del capitale umano, i lavoratori già destinatari di trattamenti di sostegno al reddito possono essere utilizzati dall’impresa in progetti di formazione o riqualificazione.

Gas meno caro a imprese. Riduzione del costo dell’energia per le imprese. Dal prossimo inverno le imprese grandi utilizzatrici di gas naturale godranno di tariffe di trasporto e di costi del gas ridotti. Secondo il governo anche le famiglie dovrebbero beneficiare degli sconti.

Class action. Un nuovo rinvio per l’entrata in vigore della ‘class action’. L’azione collettiva partirà da gennaio 2010, invece che dal primo luglio 2009.

Sfratti. Resta sospesa per altri sei mesi, fino al 31 dicembre 2009, l’esecuzione degli sfratti. Il termine della proroga attualmente era fissato al 30 giugno.

Rimborsi alitalia. I rimborsi per i piccoli obbligazionisti Alitalia salgono al 70,97% dall’attuale 30% circa. Saranno rimborsati anche gli azionisti che potranno cedere al ministero dell’Economia i propri titoli per un controvalore determinato sulla base del prezzo medio di borsa delle azioni nell’ultimo mese di negoziazione ridotto del 50%.

Pagamenti P.A. Velocizzazione dei pagamenti della pubblica amministrazione a fronte di somministrazioni, forniture ed appalti. Le amministrazioni dovranno adottare opportune misure entro il 31 dicembre 2009.

Cigs. Al rifinanziamento delle proroghe a 24 mesi della cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività sono destinati 25 milioni di euro per il 2009, a valere sulle risorse del fondo sociale per l’occupazione e formazione.

Premio occupazione. In arrivo incentivi per i lavoratori, anche quelli in esubero strutturale, che percepiscono il sussidio di disoccupazione o la cassa integrazione ordinaria e che vogliono avviare un’attività in proprio con partita Iva.

Contratti solidarietà. 190 milioni di euro in due anni per aumentare fino al 20% gli assegni legati ai contratti di solidarietà.

Voucher lavoratori. Possibilità per i lavoratori cassintegrati di lavori brevi pagati attraverso voucher.

Aiuti start-up. Incentivi per aprire un’attività per quei lavoratori che a causa della crisi sarebbero destinatari di trattamenti di sostegno a reddito. Vengono estesi a questi lavoratori gli incentivi già previsti dalla legge per le imprese che assumono lavoratori licenziati o in cassa integrazione.

Massimo scoperto. Sono nulle tutte le clausole contrattuali aventi ad oggetto la commissione di massimo scoperto.

Valuta assegni. Per tutti gli assegni bancari versati in conto corrente la data di valuta e di disponibilità per il beneficiario non può superare i tre giorni lavorativi successivi alla data di versamento. Per tutti gli assegni circolari e i bonifici, la data di valuta e di disponibilità non può superare un giorno.

Mutui. Nel caso in cui la surrogazione del mutuo non si perfezioni entro il termine di 30 giorni dalla data della richiesta del debitore la banca cedente è tenuta a risarcire il cliente in misura pari all’1% del valore del mutuo per ciascun mese o frazione di mese di ritardo.

Investimenti privati. Arrivano misure per lo sblocco di investimenti privati.

Banca dati tesoro-lavoro. Nasce la banca dati integrata fra il ministero dell’Economia e del Lavoro per disporre di una base unitaria di dati.

Sicurezza. Altri 1.250 militari per rendere più sicure le città. Il piano per le città sicure viene prorogato dal 4 agosto fino al 31 dicembre. Vengono rifinanziate per 4 mesi le missioni militari all’estero.

Società pubbliche. Una Tesoreria centralizzata per le controllate al 100% del Tesoro non quotate.

Ammortamento. Accelerazione dell’ammortamento sui beni strumentali d’impresa. Entro il 31 dicembre 2009 si provvede alla revisione dei coefficienti di ammortamento compensandola con coefficienti diversi per beni a consistenza prevalentemente patrimoniale.

Stretta compensazioni. Una stretta sulle compensazioni dei crediti fiscali. L’obiettivo è aumentare la liquidità delle imprese.

Potenziamento riscossione. Una serie di norme per il potenziamento della riscossione.

Paradisi fiscali. Nuove norme per dare attuazione alle direttive Ocse sul contrasto ai paradisi fiscali. L’Agenzia delle Entrate, insieme alla Guardia di Finanza, istituisce un’unità speciale dotata di articolazioni anche all’estero. Arrivano anche misure per il contrasto agli arbitraggi fiscali internazionali.

Stretta stipendi società pubbliche. Una stretta a stipendi e consulenze nelle società pubbliche: dovranno adeguarsi ai divieti che vengono posti a tutte le amministrazioni pubbliche.

Giro di vite invalidità civile. Arriva una stretta sulle frodi in materia di invalidità civile. Dal primo gennaio 2010 le Commissioni mediche delle Asl saranno integrate da un medico Inps che diventerà un componente effettivo.

Piano rientro Calabria. La regione Calabria ha trenta giorni di tempo per predisporre un piano di rientro del deficit (di 2 miliardi), in caso contrario sarà nominato un commissario ad hoc.

Sanità. Arriva una sforbiciata alla spesa farmaceutica territoriale e più paletti all’aggiornamento del Patto sulla salute.

Stop ticket. Dovrebbe essere abolito il ticket sanitario sulle visite specialistiche.

Tasse a rate per terremotati. I terremotati dell’Abruzzo riprenderanno a pagare le tasse, ma a rate e da gennaio 2010.

Plusvalenze su oro. In arrivo un’imposta sostitutiva del 6% sulle plusvalenze su oro e metalli preziosi realizzate da società ed enti.

Giochi. Regole più stringenti per il rilascio di concessioni in materia di giochi.

Gratta e vinci. La nuova gara per la concessione dei Gratta e Vinci non sarà destinata a un solo soggetto, ma ai più qualificati operatori di gioco. Bisognerà garantire una distribuzione in non meno di 10 mila punti-vendita. Le concessioni avranno durata massima di nove anni e saranno rinnovabili solo una volta.

Missioni pace. Numerosi interventi a sostegno dei processi di pace e stabilizzazione.

Queste le altre proroghe che dovrebbero essere inserite nella manovra (probabilmente in un dl milleproroghe).

Taglia enti. Viene spostata al 30 settembre la data limite per il riordino degli enti inutili e la soppressione di altri enti.

Noleggio con conducente. Slitta a fine anno dal 30 giugno l’entrata in vigore delle norme sul servizio taxi e noleggio con conducente per consentire la conclusione dei lavori del tavolo tecnico presso il ministero delle Infrastrutture.

Rifiuti. Ancora un differimento per il passaggio dalla tassa rifiuti (Tarsu) alla tariffa integrata ambientale (Tia), mentre slitta a giugno 2010 la disciplina che regolamenterà l’energia prodotta attraverso la termovalorizzazione dei rifiuti.

Prevenzione incendi. Slitta al 31 dicembre 2010 il termine per l’adeguamento antincendi.

Sportello unico imprese. Arriva anche la proroga per lo sportello unico delle imprese. Viene differita di 60 giorni a partire dall’entrata in vigore delle norme tecniche individuate con decreto dello Sviluppo economico.

Scuola. Slittano a fine anno sia il piano programmatico per la riqualificazione della spesa scolastica sia l’istituzione del comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario.

Sicurezza. Slittano al 30 settembre 2009 le assunzioni di personale a tempo determinato nella polizia di Stato e nei vigili del fuoco. Viene prorogato a novembre 2009 il rinnovo del Consiglio della magistratura militare.

Sacchetti plastica. Viene nuovamente prorogato di oltre un anno il divieto di commercializzazione dei sacchetti di plastica utilizzati per la spesa.

Assicurazioni. Proroga di ulteriori sei mesi per le disposizioni attuative previgenti al Codice delle assicurazioni per evitare vuoti normativi.

Abruzzo. Proroga di sei mesi dei termini per la registrazione di marchi e brevetti per la proprietà industriale nella Regione Abruzzo colpita dal sisma del 6 aprile 2009.

Costi servizi ferroviari. Slitta al 31 dicembre 2009 l’indagine conoscitiva delle Infrastrutture sui costi dei servizi ferroviari.

Personale ministero Welfare. L’autorizzazione all’assunzione di personale del ministero del Welfare nel 2008 slitta al 31 dicembre 2009.

Servizi non commerciali. Al 30 settembre 2009 viene prorogato il pagamento della prima rata 2009 del contributo agli enti locali a carico del fondo Iva sulle prestazioni di servizi non commerciali.

postato da AnnaV alle ore giugno 30, 2009 21:01 | link | commenti (2)
categorie: politica
martedì, 30 giugno 2009

A proposito di fede adulta...

Benedetto XVI:

Lo stesso pensiero di un necessario rinnovamento del nostro essere persona umana, Paolo lo ha illustrato ulteriormente in due brani della Lettera agli Efesini, sui quali pertanto vogliamo ancora riflettere brevemente. Nel quarto capitolo della Lettera l’Apostolo ci dice che con Cristo dobbiamo raggiungere l’età adulta, una fede matura. Non possiamo più rimanere "fanciulli in balia delle onde, trasportati qua e là da qualsiasi vento di dottrina…" (4, 14). Paolo desidera che i cristiani abbiano una fede "matura", una "fede adulta". La parola "fede adulta" negli ultimi decenni è diventata uno slogan diffuso. Ma lo s’intende spesso nel senso dell’atteggiamento di chi non dà più ascolto alla Chiesa e ai suoi Pastori, ma sceglie autonomamente ciò che vuol credere e non credere – una fede "fai da te", quindi. E lo si presenta come "coraggio" di esprimersi contro il Magistero della Chiesa. In realtà, tuttavia, non ci vuole per questo del coraggio, perché si può sempre essere sicuri del pubblico applauso.
Coraggio ci vuole piuttosto per aderire alla fede della Chiesa, anche se questa contraddice lo "schema" del mondo contemporaneo. È questo non-conformismo della fede che Paolo chiama una "fede adulta". È la fede che egli vuole. Qualifica invece come infantile il correre dietro ai venti e alle correnti del tempo. Così fa parte della fede adulta, ad esempio, impegnarsi per l’inviolabilità della vita umana fin dal primo momento, opponendosi con ciò radicalmente al principio della violenza, proprio anche nella difesa delle creature umane più inermi. Fa parte della fede adulta riconoscere il matrimonio tra un uomo e una donna per tutta la vita come ordinamento del Creatore, ristabilito nuovamente da Cristo. La fede adulta non si lascia trasportare qua e là da qualsiasi corrente. Essa s’oppone ai venti della moda. Sa che questi venti non sono il soffio dello Spirito Santo; sa che lo Spirito di Dio s’esprime e si manifesta nella comunione con Gesù Cristo. Tuttavia, anche qui Paolo non si ferma alla negazione, ma ci conduce al grande "sì". Descrive la fede matura, veramente adulta in maniera positiva con l’espressione: "agire secondo verità nella carità" (cfr Ef 4, 15). Il nuovo modo di pensare, donatoci dalla fede, si volge prima di tutto verso la verità. Il potere del male è la menzogna. Il potere della fede, il potere di Dio è la verità. La verità sul mondo e su noi stessi si rende visibile quando guardiamo a Dio. E Dio si rende visibile a noi nel volto di Gesù Cristo. Guardando a Cristo riconosciamo un’ulteriore cosa: verità e carità sono inseparabili. In Dio, ambedue sono inscindibilmente una cosa sola: è proprio questa l’essenza di Dio. Per questo, per i cristiani verità e carità vanno insieme. La carità è la prova della verità. Sempre di nuovo dovremo essere misurati secondo questo criterio, che la verità diventi carità e la carità ci renda veritieri.

( CELEBRAZIONE DEI PRIMI VESPRI DELLA SOLENNITÀ DEI SANTI APOSTOLI PIETRO E PAOLO IN OCCASIONE DELLA CHIUSURA DELL’ANNO PAOLINO )

postato da AnnaV alle ore giugno 30, 2009 17:12 | link | commenti
categorie: cristianesimo, benedetto xvi
martedì, 30 giugno 2009

Marziana

Si può vivere così? P. Aldo dal Paraguay ci testimonia di sì:

Cari amici,
 

La vita è un miracolo continuo da queste parti.
Ancora una volta è Marziana la protagonista. E’ ormai alla fine e nella sua poca capacità di intendere e ancora meno di parlare, ha manifestato il desiderio che domenica 5 di luglio possiamo organizzare davanti alla chiesa con 40 dei suoi quadri dipinti in questi ultimi mesi, due dei quali fatti la settimana passata, una mostra per i nostri amici. Dio voglia che sia ancora viva, perché come mostra la foto che vi mando di questa mattina è ormai vicina al suo Gesù. Dio mio, quanto lo ama.
Questa mattina dandole la comunione (un pezzettino piccolo d’ostia) le ho chiesto «Marziana, come stai?» e lei «molto bene Padre».
Ho guardato le sue mani ormai pelle ed ossa, la bellezza delle unghie smaltate di colore uva, i capelli ben raccolti, tutto il suo corpo già uno scheletro, indicano la coscienza della sua femminilità, curata in tutti dettagli, pronta per incontrare Gesù. Anche le unghie dei piedi sono perfette e ben smaltate.

Amici «io sono Tu che mi fai». Ecco Marziana vive di questa certezza. Per lei quanto Carron ci ripete è la sua carne. Seguissimo noi Carron come lei lo segue.

Personalmente passo il giorno nella clinica, ripetendo a tutti quanto lui ci insegna, in particolare seguendo quanto dice nella scuola di comunità che un amico mi invia.
Amici, questo miracolo sarebbe impensabile senza questa libertà di seguire quanto Carron ci dice.
Chissà qualcuno sarà stanco di sentirsi dire da me queste cose, a me poco interessa, però la verità di questa mia insistenza è perchè tocco con mano, vedo i miracoli che questa figliolanza produce.
E se non crediamo al miracolo di chi fra i dolori del cancro sta morendo con il sorriso sulla bocca, non dovremmo credere più a nessuno.
Aggiungo le «frasi» che Marziana ha scritto dietro ogni quadro. Davvero sconvolgenti e commoventi. 
 

Ciao
P. Aldo.

E’ tranquillo come l’acqua cristallina, è tenero come un uccello con la sua cucciolata nella sua nidiata, è sagace come un bimbo.

 

 

 

 

 

 

 

Dio mi ha messo nel mondo il giorno più bello dell’anno, 20 settembre, è per quello che nel mio cuore soltando c’é primavera 

 

postato da AnnaV alle ore giugno 30, 2009 14:05 | link | commenti
categorie: cristianesimo, aldo trento, marziana
lunedì, 29 giugno 2009

Coscienti di avere i giorni contati, che faremmo noi?

Ecco la lettera di P. Aldo:

Amici, dov’è o morte il tuo pungiglione? Guardateci bene! Ogni sabato sera occupiamo una piccola parte della pizzeria per fare festa e mangiare (quello che possono) con gli ammalati terminali che riescono stare senza ossigeno. La foto ci mostra la loro allegria è di questo sabato. Mancano alcuni del sabato anteriore perche sono morti questa settimana alcuni di quelli che vedete sabato prossimo non saranno più con noi a fare festa, perche raggi ungeranno Gesù. La gente entra, li riconosce e resta meravigliata, come me del resto.

La suora che vive nella clinica le 24 ore, suona l'arpa e loro cantano, come possono, ma cantano, Attilio quello magrissimo e piccolo come pure Giuseppe quello grande e grosso erano musicisti girovaghi, soli. Donne, ballo e altro. Quindi un cancro, metastasi. Arrivano qui moribondi. L'amore fa il miracolo si riprendono un pó ed eccoli in pizzeria a cantare. Amici, ma sono terminali, sanno che hanno le ore contate. Eppure, guardateli. Vi ricordate Carron il venerdi sera degli esercizi quando parlò della positività delle circostanze? Ecco il mio ospedale cosi vive la scuola di comunità.

Coscienti di avere i giorni contati, che faremmo noi? Ci incontreremmo in pizzeria a mangiucchiare e cantare? 

E vedeste che allegria quando cantavano!! Anche la pizzeria è diventata un luogo per gustare gli ultimi giorni. 

Insomma il problema è uno solo e i miei ammalati, tutti quanti lavorano nella clinica lo vivono: Io sono tu che mi fai! Ripettamolo ogni minuto e sono sicuro che anche per voi la morte non vi togliera il sorriso perche lui c'è e come che c'è. 

Il dolore è un mistero, come la morte; ma il Mistero si è fatto carne e ogni sabato da noi va in pizzeria.

Ciao

P. Aldo

postato da AnnaV alle ore giugno 29, 2009 19:43 | link | commenti (3)
categorie: cristianesimo, aldo trento
lunedì, 29 giugno 2009

Teheran:.. e l'Occidente sta a guardare

Da Stranocristiano:

La situazione in Iran sta peggiorando di ora in ora: continuano gli scontri in piazza e la polizia interviene pesantemente, oltre duemila le persone arrestate, spariti centinaia di oppositori del regime, probabilmente ingoiati dalle carceri degli ayatollah, oggi sono stati arrestati otto dipendenti iraniani dell’ambasciata inglese. Ci sono morti, non si sa quanti.

 La gente continua a protestare come può, per esempio lanciando in aria palloncini verdi, o cantando di notte sui tetti delle case, mentre arrivano i miliziani basiji che irrompono nelle abitazioni, sfondando le porte, spaccando gli interni. Video drammatici documentano tutto questo, per esempio qui, qua o anche qua.

Ma per tutto questo non si scaldano i cuori in Italia (e in Europa), c’è indifferenza, ed io lo trovo terribile.

Certo, nessuno degli oppositori di Ahmadinejad è particolarmente liberale, neppure quel Moussavi per il quale tanta gente in Iran sta manifestando.

Ma c’è un popolo che lotta per la propria libertà, – e come suona retorico scrivere queste parole, sembrano descrivere di qualcosa di antico, anzi, di vecchio – e vuole almeno che il proprio voto sia rispettato, pur con tutti i limiti di votazioni come quelle iraniane.

E l’Occidente sta a guardare. Non mi riferisco alle istituzioni, e neppure ai media, che stanno facendo bene il loro lavoro, ma all’opinione pubblica.

A Roma, in piazza Farnese, c’è stata una piccola manifestazione qualche giorno fa, organizzata dal quotidiano “il riformista”. Saranno stati massimo in duecento, e non c’è stata nessuna eco.

Ma dove sono i pacifisti? Perché non si mobilita il tavolo della pace, quella della marcia Perugia-Assisi? Nel sito di riferimento si sono limitati a riportare un paio di articoli tiepidi. Eppure dovrebbero traboccare di preoccupazione, indignazione, iniziative.

E perché per esempio ad Assisi, dove si è manifestato tanto per la pace, soprattutto in segno di amicizia verso l’Islam, a nessuno viene in mente di organizzare una manifestazione per quell’Islam che adesso chiede libertà?

Il 14 ottobre 2001, a un mese dall’attacco alle torri gemelle a New York, parteciparono in 250.000 per dire no alla guerra in Afghanistan.

Adesso tutto tace. Certo, non è una guerra fra stati, e soprattutto non si manifesta contro gli Usa, ma quanto sta succedendo in Iran potrebbe essere l’inizio di una guerra civile, il che non consola. E proprio le drammatiche immagini da Teheran ci stanno dimostrando – se mai ce ne fosse bisogno - che i musulmani non sono antropologicamente incompatibili con la democrazia: non ci sono ribellioni contro l’Islam, ma in nome dell’Islam (la rivoluzione è verde, perché verde è il colore dell’Islam), per la democrazia.

In questi giorni, per una strana ironia della sorte, nei giornali troviamo il ricordo di Woodstock: quarant’anni fa si celebrò il grande happening americano, mega concerto con mezzo milione di giovani, simbolo della cultura hippy e dei figli dei fiori. Tre giorni di pace e musica, adesso c’è pure un museo, ecco qua le foto.

Leggevo gli articoli, guardavo le foto, e pensavo: mezzo secolo di predicazioni e manifestazioni pacifiste, e poi quando veramente un popolo si ribella e viene represso sanguinosamente, tutti stanno zitti, nessuno reagisce, neanche un corteo - figurarsi un concerto - per i ragazzi e le donne di Teheran.

Che tristezza. Ma c’è ancora qualcuno che chiede giustizia? 

postato da AnnaV alle ore giugno 29, 2009 16:41 | link | commenti
categorie: iran
lunedì, 29 giugno 2009

San Pietro secondo Auerbach: la forza dirompente di un fatto quotidiano

Da Il Sussidiario un articolo di Laura Cioni:

L’apostolo Pietro – che oggi si festeggia insieme a Paolo, quest’anno più alla ribalta per l’anno che gli è stato dedicato - è un uomo affascinante: il pescatore di Galilea, rude e tenero, impulsivo e a tratti quasi infantile, ha spesso spinto gli artisti a illustrarne il carattere, sbozzato in pochi tratti dal Vangelo. Un momento centrale e drammatico della sua vita è costituito dal rinnegamento. Dopo l’arresto di Gesù Pietro lo segue e viene riconosciuto come uno della sua cerchia, ma egli nega di conoscere il Signore.

Erich Auerbach commenta l’episodio in Mimesis, il realismo nella letteratura occidentale, scegliendo la versione dell’evangelo di Marco, composto nella cerchia dei discepoli di Pietro e quasi coevo degli scritti di Petronio e di Tacito, con i quali viene messo in relazione. Il suo metodo critico si basa sul commento e sul confronto di pagine letterarie significative allo scopo di rintracciare le strutture culturali portanti di un’epoca e di una civiltà. Non è superfluo ricordare l’origine ebraica di Auerbach, costretto ad abbandonare la Germania nazista, riparato prima a Istanbul e poi negli Stati Uniti, dove insegnò romanistica all’università di Yale. 

Egli ha lasciato il paese e il mestiere, ha seguito il suo maestro a Gerusalemme e per primo l’ha riconosciuto come messia; quando era venuta la catastrofe, egli era stato più coraggioso degli altri, s’era avviato a seguir Cristo anche questa volta. Però questo è soltanto un avvio, un seguirlo a mezzo e con paura, forse determinato dalla confusa speranza che potesse ancora avvenire il miracolo per cui il messia avrebbe annientato i suoi nemici. Perché crede profondamente, ma non abbastanza, a lui accade la cosa peggiore che possa accadere a un credente, pochi momenti prima ancora entusiasta: trema per la sua povera vita.

Una figura tragica che ha tale origine, un eroe di tanta debolezza, che proprio dalla sua debolezza trae la forza maggiore, tali oscillazioni sono inconciliabili con lo stile illustre della letteratura antica. Ma anche il modo e il luogo del conflitto stanno completamente al di fuori della cornice dell’antichità classica. Si tratta, guardando le cose dal di fuori, di una operazione di polizia, la quale si svolge in tutto e per tutto fra persone comuni del popolo; qualche cosa del genere avrebbe fatto pensare agli antichi a una farsa o a una commedia. Perché non fu così? Perché suscita la partecipazione più seria e più commossa? Perché rappresenta quanto non è stato mai rappresentato né dalla poesia né dalla storiografia antica: la nascita d’un movimento spirituale nelle profondità della vita spirituale del popolo, che con ciò acquista un’importanza mai raggiunta nella letteratura antica. Davanti ai nostri occhi si risvegliano un cuore e uno spirito nuovi.

Quanto è detto qui si riferisce a tutti i fatti che sono raccontati nel Nuovo Testamento; in essi si tratta sempre della stessa questione, sempre dello stesso conflitto, che si presenta fondamentale per ogni uomo e che con ciò è aperto e infinito.

Per gli scrittori del Nuovo Testamento questa storia contemporanea che si svolge entro una cornice quotidiana costituisce un avvenimento rivoluzionario nella storia del mondo, e in seguito diventa tale per ciascuno. Si rivela quale moto e forza storica perché in qualsiasi persona vengono esemplificati gli effetti della dottrina, della persona e del destino di Gesù.

postato da AnnaV alle ore giugno 29, 2009 14:43 | link | commenti
categorie: cristianesimo, san pietro
domenica, 28 giugno 2009

Il "Grande Fratello" era Stalin ma ci sono voluti 60 anni per capirlo

Invece io non ne avevo il minimo dubbio, fin dalla prima lettura del romanzo; e mi meravigliavo di come "1984" fosse citato dai nostalgici del comunismo per avvalorare le loro tesi, non riuscendo a capire come non si rendessero conto dell'evidente contraddizione in cui cadevano. Ma ora che tali metodi violenti  e menzogneri vengono sempre più frequentemente  usati contro la libertà delle persone , ho capito meglio quel terrificante romanzo che evitavo di proporre come lettura i ragazzi di prima superiore perché lo consideravo troppo crudo e violento. Ma era solo fino a dieci anni fa. Ora tali violenze lasciano indifferenti anche i giovani perché il loro cervello è stato già distrutto dalla visione quotidiana di analoghe violenze alla tv o al cinema.

I metodi delle dittature sono sempre uguali, soprattutto delle dittature che hanno come unico scopo quello di cambiare persino il modo di pensare delle persone e, se non riescono con le buone - cioè con il condizionamento psicologico -, ricorrono ad altri raffinati metodi di costrizione, come succede nel romanzo di  Orwell, che è una drammatica, ma ancora ingenua, anticipazione delle torture inflitte agli "ospiti" dei GULag sovietici.

Ecco cosa ci dice di questo romanzo* David Pryce Jones  per L'Occidentale:

stalin.jpg

Sessant’anni fa George Orwell diede alle stampe 1984, e non mi riesce di pensare ad alcun lavoro di fiction che abbia avuto, nel mondo, un’influenza paragonabile a questa. Molti scrittori avevano già avvertito degli orrori gemelli di nazismo e comunismo, e molti di loro avevano avuto esperienze di prima mano di quei totalitarismi. Orwell raccontava invece una storia che descrive come sarebbe stata la vita in quelle società da incubo. Sin dall’inizio, con l’orologio che batte le 13.00, il lettore si trova nella morsa di un’immaginazione incredibilmente vivida e dettagliata, dotata di un’efficacia che un trattato politico non potrà mai avere.

Mio padre, all’epoca editor del Times Literary Supplement, aveva ricevuto una copia di prova del libro. Ricordo il noto critico Raymond Mortimer entrare in casa nostra, dire quanto fosse importante quel libro e descrivere come il TLS l’avrebbe recensito. Percependo l’eccitazione che traspariva dalle sue parole, presi in mano quella copia di prova ma riuscii a leggerne solo poche righe, prima di dover tornare a scuola. Quando poi chiesi 1984 alla libreria della scuola, il bibliotecario, un tipo segaligno di nome Cattley, commentò che si trattava di “pattume”, e mi fece rapporto. Avevo 12 anni, e la cosa mi spaventò alquanto. “Deve perdonarlo, signor Scattley – disse il mio maestro – lui è un’anima semplice”.

E’ forse il caso di ricordare che Orwell era stato uno studente di quella stessa scuola, e uno degli insegnanti dell’epoca in cui ci andavo io era stato un suo compagno di studi. Quest’uomo era calvo, e aveva una strana macchia sulla testa: si raccontava che era colpa di Orwell, che un giorno, durante una lezione di laboratorio, gli aveva gettato addosso un composto chimico. Noi ci divertivamo a stuzzicarlo: “Signore, per favore, ci racconti di Orwell, era bravo in scienze?”.

La storia d’amore tra Julia e Winston, è vero, risalta come una vero e proprio esempio di escapismo, ed è tanto affascinante (e tanto irritante per il signor Cattley) perché è la sola esperienza individuale che è ancora possibile fare in un mondo come quello descritto da Orwell. Il privato permette ai due personaggi di essere felici e liberi da una società del 'controllo tollerato'. Winston è costantemente alla ricerca di altre cose che possano renderlo libero, per esempio canzoncine da bambinaia o vecchi oggetti artigianali. L’aspetto realmente inquietante di 1984 è la manipolazione del passato, l’intero schema della società, il linguaggio, un insieme di fattori che rendono irraggiungibile la verità e permettono al Grande Fratello di fare tutto quello che vuole. Una volta, uno storico occidentale disse durante una conferenza che il futuro è imprevedibile, al che uno storico sovietico rispose che, per lui, a essere imprevedibile era il passato.

La sinistra ha tentato, e tenta ancora in modo spasmodico, di sostenere che 1984 non è veramente antisovietico. Ma il Grande Fratello di 1984 è senza dubbio Stalin, e la figura di Goldstein è Trotsky. Orwell ha vissuto eventi drammatici quali l’attacco dei comunisti ai trotskisti e agli anarchici durante la Guerra di Spagna, e il patto Hitler-Stalin. E’ particolarmente efficace l’invenzione dei “Due minuti di odio”, che descrive il meccanismo dei totalitarismi per ingannare l’opinione pubblica rispetto a quelli che sono i fini reali del potere. Due minuti di odio ci sono sempre. Basta guardare al modo in cui la sinistra è passata dall’appoggiare Israele al biasimarlo, o come l’Iran pro-America degli Scià si sia trasformato nella notte dell’Iran antiamericano di Khomeini.

Viaggiare ai vecchi tempi nell’Unione sovietica e in generale nel blocco sovietico era come trovarsi immersi in 1984. La vita di ogni giorno, grigia e senza speranza, era stata catturata con precisione da Orwell. Quanto era inquietante, quanto autenticamente orwelliana. Chiunque era contro il prossimo, chiunque fosse; sotto la martellante propaganda di un futuro radioso mancava ogni sorta di sentire comune o di socialità, c’era solo il Partito. Una donna, agente del KGB che obbligatoriamente era affiancato alle comitive turistiche, mi raccontò con orgoglio di aver ripudiato la madre perché non era sinceramente comunista. “Sotto il castagno in fiore, io vendo te e tu vendi me”. L’immaginazione di Orwell ha colpito esattamente nel segno.

Orwell stava agonizzando mentre scriveva 1984, tormentato da una tubercolosi che lo avrebbe ucciso sei mesi dopo la pubblicazione. Negli Stati Uniti erano appena entrate in commercio delle medicine in grado di curare quella malattia, e se Orwell avesse avuto un carattere diverso forse se le sarebbe procurate; ma pensava che sarebbe stato un privilegio. A quel tempo, Francia e Italia sembravano sul punto di diventare comuniste: in entrambi i paesi gli estremisti del partito erano pronti per un colpo di stato. I sovietici occupavano la Germania orientale e avevano isolato parte di quella occidentale, provocando il ponte aereo di Berlino e mettendo in dubbio l’intero futuro della Germania.

Il fatto che il peggio non sia accaduto non sminuisce la visione di Orwell. 1984, a mio giudizio, ebbe l’effetto di salvare l’intellighenzia anglofona dalle trappole del comunismo e dalle delusioni dilaganti in tutto il continente, e ogni futura società sarà obbligata a bandirlo proprio come fece l’Unione Sovietica. Si tratta di un successo storico.

Tratto da "National Review Online"

Traduzione di Enrico De Simone
______

*
Di tale romanzo ho parlato anche
QUI

postato da AnnaV alle ore giugno 28, 2009 21:37 | link | commenti (6)
categorie: recensione, orwell, 1984
domenica, 28 giugno 2009

Inzoli a RF- E' ora che gli avvoltoi smettano di volare sulle macerie e pensino a costruire

L'Aquila tradita, così titola il reportage del settimanale L'Espresso, in questi giorni in edicola.
Pensiamo, umilmente, che sarebbe ora di piantarla, usare la vicenda drammatica del terremoto per bassi scopi politici. Per questo abbiamo chiesto a don Mauro Inzoli, presidente della Fondazione Banco Alimentare, di raccontarci, lui testimone oculare, la reale situazione dell'emergenza in terra d'Abruzzo. Un giudizio chiaro dal quale non possiamo prescindere:

- E' ora che gli avvoltoi smettano di volare sulle macerie e pensino a costruire
postato da AnnaV alle ore giugno 28, 2009 07:06 | link | commenti
categorie: abruzzo, radioformigoni, banco alimentare
venerdì, 26 giugno 2009

Il tocco del maestro

Da Facebook:

Ad una vendita all'asta, il banditore sollevò un violino. Era impolverato, graffiato e scheggiato. Le corde pendevano allentate e il banditore pensava che non valesse la pena di perdere tanto tempo con il vecchio violino. Ma lo sollevò ugualmente, con un sorriso.
"Che offerta mi fate. signori?", gridò. Partiamo da...... 50 euro!". "Cinquanta euro!", disse una voce. E un altro: "Sessanta!". E un altro ancora: "Settanta!". L'asta sembrava finire lì.
Dal fondo della stanza un uomo dai capelli grigi avanzò e prese l'archetto. Con il fazzoletto spolverò il vecchio violino, tese le corde allentate, lo impugnò con energia e suonò una melodia pura e dolce, come il canto degli angeli. Quando la musica cessò, il banditore, con una voce calma e bassa, disse: "Cinquecento euro!". E un altro: "Mille!". Fu aggiudicato a millecinquecento euro.
La gente applaudì, ma alcuni chiesero: "Che cosa ha cambiato il valore del violino?". Pronta giunse la risposta: "Il tocco del maestro!"!

Può capitare anche a noi, di ritrovarci come vecchi violini impolverati e inutili. Roba da buttare? No, c'è ancora una speranza, anzi una certezza: siamo ancora in grado di sprigionare melodie divine e operare cose meravigliose. Basta il tocco del Maestro!

Questa foto è stata definita "Il sorriso di Dio". E' Lui il Maestro capace di far nuove tutte le cose.

Per vedere l'originale clicca la scritta:
Facebook | Foto da IL TOCCO DEL MAESTRO  

postato da AnnaV alle ore giugno 26, 2009 21:21 | link | commenti (4)
categorie: riflessioni, meditazioni
La Madonna è proprio la figura della speranza. Che questa fontana vivace di speranza abbia ad essere ogni mattina il senso della vita immediato più mordace e più tenace che ci possa essere.
Non esiste niente di sicuro al mondo se non in questo. (Luigi Giussani)

Eccomi
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Forse che il fine della vita è vivere?
Forse che i figli di Dio resteranno con piedi fermi su questa miserabile terra?
Dare in letizia ciò che abbiamo.
Qui sta la gioia, la libertà, la grazia, la giovinezza eterna!
Che vale la vita se non per essere data? E perché tormentarsi quando è così semplice obbedire?
(P. Claudel)


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